Tra le tante frasi ricorrenti che accompagnano la vita di un giovane, c’è anche la famosa “vorrei girare il mondo”, e ieri sera si è puntualmente ripresentata in una delle solite conversazioni post-partita.
Non credo di scandalizzare nessuno aggiungendo una doverosa precisazione: “vorrei girare il mondo, ma, se è possibile, Rivarolo, e soprattutto il suo campo da calcio, lo tengo per ultimo”.
Spogliatoi fatiscenti, bagni impregnati di un marcio da far invidia alla situazione politica italiana, illuminazione praticamente assente (nonostante le garanzie del custode, che col piglio sicuro di chi vive nell’ambiente, aveva promesso addirittura un 5% in più di visibilità durante lo svolgimento del match).
Tra i tanti promemoria per l’anno prossimo, nel caso in cui il progetto Sanchez dovesse continuare il suo corso, ci sarà anche quello di chiedere un campo all’altezza, qualcosa di basso profilo ma comunque dignitoso (ad esempio, il Luigi Ferraris).
Passando al calcio giocato, la seconda di campionato rappresentava il vero metro di misura per le ambizioni della squadra coi baffi: dopo un esordio più che positivo, con una sconfitta di misura contro una delle favorite del campionato, ci si aspettava la prima vittoria contro quella che, sulla carta, era considerata la cenerentola del girone.
I 3 punti sono arrivati, ed è questo quello che conta, ma si è capito che in questo tipo di campionato nessuno regala niente, che il vecchietto di 40 anni non si fa chiamare vecchia troia, ma anzi si offende e risponde coi gomiti alti, che la personalità dell’arbitro è un accessorio vendibile solo separatamente, e viste le spese fin qui accumulate, sarà difficile potersela permettere.
Un capitolo a parte, infine, va aperto per la tifoseria: il Rapid Sanchez, per la seconda volta, ha portato sui campi genovesi quasi venti tra brutti ceffi e belle signorine, creando un’atmosfera da far invidia agli stadi più caldi d’Argentina.
Questa volta li voglio ringraziare tutti, perché se lo sono meritato.
Edo, e il suo tifo sovversivo.
Andre, e la sua competenza che supera i limiti imposti dalle tabelle ministeriali.
Lollo, perché quando non c’è è un “brruttto gesto”.
Matte, e il suo finto problema cardiaco, che lo rende affascinante come Giulian Ross.
Thomas, primo martire della storia del Rapid Sanchez.
Pier, violenza verbale del ghetto allo stato puro.
Seba, bello e possibile.
Nina, che assiste anche socialmente, come solo i neolaureati sanno fare.
Massi, degno rappresentante del “modello inglese”.
Ambra, statisticamente una presenza che incide.
Roberta, che per ora vince il premio fedeltà.
Inny, perché il calcio è anche un po’ a mandorla.
Lo, capo ultras e intellettuale di sinistra.
Erika, tifosa metafisica.
Elisa, che esce con Cri, e per questo non potrà mai starmi eccessivamente simpatica.
Nicole, aspirante presidentessa.
Vale, la first lady che non può mai mancare.
Se ho dimenticato qualcuno, segnalatemelo, e verrà inserito il doveroso tributo.
PAGELLONE:
PAGANI, voto 6,5: quando l’urlo “miaaa!!!” spezza i suoni onomatopeici della lotta sul campo, il cuore rallenta il battito, il respiro si fa meno affannoso, il corpo si rilassa cullato dalla certezza che la palla finirà in buone mani. Necessita di un rifacimento della convergenza sui rilanci, ancora tarati sul campo grande.
Madre Superiora
CONCAS, voto 8: nella vita ci sono tre modi di affrontare le cose. Quella giusta, quella sbagliata, e quella di Michael Concas. Al suo esordio in campionato, il toro del Sanchez non sbaglia una palla, apparecchia in testa ad un attacante avversario di due metri, colpisce qualsiasi oggetto in movimento con un odio quasi razziale. Si fa anche male, ma c’è chi sospetta che sia solo una tattica per rendere più convincente il suo inserimento tra gli esseri umani.
Bionico
PENNINO, voto 7,5: diceva Molière che tutti vizi, quando sono di moda, passano per virtù. Se all’ operazione di commercializzazione del modello Pennino, aggiungiamo anche il vizio del gol da fuori, con palla calciata di pieno “colloCiro”, otteniamo un brand giovane e accattivante, con prospettive di profitto importanti nell’economia del progetto Sanchez.
Effetto Magnus
PEROSIO, voto 7: l’anarchia è una concezione politica basata sull’idea di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di stato o di potere costituito. Finchè continua ad applicarla, supportata da un gran gol dalla distanza, con annessa esultanza alla Bresciano sotto la curva, ha tutta la nostra approvazione.
Perpetuo
GNECCO, voto 6: Tanto gentile e tanto onesto pare, Marco Gnecco quando la curva dal campo saluta. Ma ogni lingua diviene tremando muta, quando la palla i suoi piedi si rifiutano di calciare. Egli va, e la sua bellezza è da lodare, sempre con gusto vestito. Ma forse, per stimolo creare, alla prossima partita gli infilo, con amore, nel culo il mio dito.
Stilnovista
CANALE, voto 7,5: in un sistema di gioco che al momento ricorda il deserto del Sahara per la sua aridità, la dinamicità e la grinta di questo numero 10 sono un’oasi di acqua fresca. La gestione del rapporto col cliente in ambito immobiliare l’ha reso ancora più sicuro e battagliero, e, a dispetto dei 60 chili scarsi, in campo è sempre più un peso massimo.
Ispiratore delle muse
PINTO, voto 6: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità. Questo è il mio talento, questa è la mia maledizione”. Per il momento l’attaccante del Rapid è ancora Peter Parker, il ragazzo qualunque che attende la notorietà, e possibilmente, il bacio alla francese di una bella gnocca, appeso a testa in giù.
Aspettando Spider Man
CALZA, voto 7: bersagliato dalla critica nella prima uscita stagionale, e privato della fascia a inizio partita, il biondo centrocampista entra nel secondo tempo e risponde come solo i grandissimi sanno fare. Gestione sapiente del pallone, e una punizione di quelle da riproporre nelle compilation settimanali dei best moments di sky sport.
Araba fenice
MELIS, voto 7: il segreto di Pippo Inzaghi per mantere alta la media gol è una dieta bilanciata e priva di grassi. Grazie alle premure di mamma Melis, a casa del folletto sardo si mangia come se non ci fosse un domani, e questa innovativa interpretazione della gestione dell’atleta sta dando i suoi frutti. Terzo gol in due partite, avendo messo insieme meno di 50 minuti di presenza.
One shot, one kill
FASSIO, voto 6,5: entra in campo negli ultimi 10 minuti con la consapevolezza dello studente preparato per l’interrogazione. Diligente tatticamente, deciso negli interventi e propositivo in fase offensiva. Da sottolineare il miglioramento nella gestione emotiva dell’approccio alla partita, merito anche della solidità di un rapporto affettivo alle spalle. Sono proprio contento per te, Cristiano. Stai così bene con lei. Ma ricordati che non potrà mai darti quello che ho io.
Heartbreaker
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