giovedì 12 novembre 2009

Pagellone: Circolo dei Trenta - Rapid Sanchez (4-3)


Circolo dei Trenta – Rapid Sanchez (Prima Giornata) 4-3

Oggi vorrei cominciare in maniera un po’ diversa, mettendo da parte il sarcasmo e la voglia di tradurre la mia frustrazione sportiva nella solita paginata di contenuti politicamente scorretti.
Ieri sera a Pegli è successo che il Rapid Sanchez ha fatto il suo esordio nell’AICS, in un campionato vero, dove bisogna portare i cartellini, compilare le distinte, mettere i parastinchi e rispondere all’appello dell’arbitro nello spogliatoio.
C’è chi ha vissuto questi gesti e rituali come ordinaria amministrazione, chi ha ripensato al passato nelle scuole calcio, chi si è sentito per la prima volta un giocatore.
Un pot-pourri di sensazioni unite sotto una stessa maglia, e sotto la stessa voglia di dimostrare che un progetto, a tratti sgangherato ma sicuramente ambizioso, aveva i requisiti per smettere di restare sulla carta e nei discorsi da baretto, e trasferirsi finalmente fra i contorni precisi del campo verde.
Essere una squadra vuol dire anche avere una panchina, e farne parte non fa mai piacere.
Ieri sera a Pegli, e lo dico con sincerità, è stata quasi una bella esperienza, perché ho visto cose che voi umani immaginate, ma forse spesso non avete voglia di sottolineare.
Ho visto Matte fra i pali, con la sua sicurezza ed esperienza.
Ho visto Ciro lasciare nella borsa la sua proverbiale bontà, e sfidare uno dei giocatori più forti del girone col mestiere dei grandi difensori.
Ho visto Massi ovunque.
Ho visto Cri agitato come un bambino nel pre-partita, e con gli occhi iniettati di sangue dopo il fischio di inizio.
Ho visto Orazio dare tutto, e uscire col fiatone.
Ho visto Alfre con la fascia sul braccio, e con il petto gonfio d’orgoglio che si addice ad un capitano.
Ho visto Giorgio e il suo sinistro, che la palla prima o poi la butta dentro.
Ho visto l’altro Matte entrare, e dare speranza quando tutto poteva sembrare compromesso.
Ho visto Marco accettare una decisione difficile con la maturità  che possiedono solo le persone di spessore.
Ieri sera a Pegli ho giocato anche io, per un quarto d’ora, putroppo non una delle mie migliori partite.
Ma uscire dal campo e sentire l’abbraccio di tutti gli amici, che hanno scelto di venire a vederci, scartando la facile accoppiata divano-tv infrasettimanale, mi ha appagato più di una tripletta.
Grazie a tutti, grazie davvero.



PAGELLONE:

PAGANI, voto 7: il 9 Novembre il mondo festeggia il ventennale della caduta del muro di Berlino. Il 12 Novembre Matteo Pagani ricorda al mondo che spesso anche le verità storiche apparentemente più inconfutabili, possono essere messe in discussione, impedendo a tutti i palloni diretti a Pegli est di transitare dalla sua linea di porta. Incolpevole in occasione dei gol subiti.
Impedimento Strutturale

PENNINO, voto 6,5: Le piante carnivore (dette talvolta piante insettivore) sono delle particolari piante che intrappolano e consumano protozoi ed animali, specialmente insetti ed altri artropodi, al fine di ottenere i nutrienti essenziali per la loro crescita.
Il Ciro è un particolare tipo di difensore, che intrappola e consuma gli attaccanti avversari, specialmente quelli più quotati sulla carta, al fine di ricevere adulazione e gratificazione personale. Mancano 5 minuti di fiato nella preparazione fisica.
Biohazard

BELLINI, voto 7,5: il suo cartellino è costato ben 6 euro, ed era logico che la pressione su di lui fosse altissima. Il ribelle del Menegotto ha spiegato calcio per 50 minuti, offrendo, quantità, qualità, la macchina per la trasferta, un punto di ritrovo fisso per passare le serate, numerosissime nozioni di cinematografia, lettura dei tarocchi e una critica spietata sulle contraddizioni della società moderna.
Per tutto il resto c’è Mastercard.
Deus ex-machina

FASSIO, voto 5,5: la sua tensione prima del match lo ha reso ancora più sexy agli occhi di chi sta scrivendo. Ieri Cristiano ha dimostrato che si può essere bello bello in modo assurdo, ma allo stesso tempo provare emozioni come tutti i comuni mortali. Dal punto di vista tecnico può e deve crescere, ma con quella faccia da scugnizzo gli perdono tutto. Elli, stai all’occhio.
Harmony

PEROSIO, voto 5,5: se Will Coyote gli avesse chiesto una mano, probabilmente l’epopea degli inseguimenti a Beep Beep si sarebbe conclusa in una puntata. Quando parte sulla fascia cambia il clima. Starà al mister cercare di mettere questa dote il più possibile al servizio della squadra.
Usain Bolt

CALZA, voto 5: complice un allenamento massacrante, svolto il martedì sera, il capitano non riesce a supportare la sapienza calcistica che lo contraddistingue con l’integrità fisica che lo sforzo di ieri sera richiedeva. Rappresenta spesso una guida (non in macchina perché di solito lo scarrozzo io), è lecito aspettarsi di più.
Giovane Werther

CANALE, voto 7: Muoviti come l’onda del mare, stai immobile come una montagna, salta e sali come una scimmia, piomba giù come un uccello, in equilibrio sii come una gru, rimani stabile come un pino, gira come una ruota, muoviti sinuosamente e sii flessibile come un arco, devi essere leggero come una foglia, pesante come il ferro, veloce come il vento. Le 12 regole del kung fu applicate al calcio.
Indispensabile

MELIS, voto 7,5: entra e cambia la partita, ma non la fede nella rivoluzione. Disarmante la facilità con cui si monta la testa, e smette di essere simpatico per tutta la sera. Un plauso alla Robbi, e alla sua incredibile pazienza.
Primadonna

PINTO, voto 5: entra nell’ultimo quarto d’ora, ma ci si chiede se in campo ci sia realmente entrato oppure no. Anagraficamente ha 24 anni, ma ne dimostra almeno 40 dal punto di vista fisico. Cerca di tamponare con la grinta, ma per adesso è davvero troppo poco. Si consola col premio “il più bello del Virtus Gavotti”, assegnatogli dalle numerose fans presenti sugli spalti.
Découpage

GNECCO, s.v.: assente con dignità.

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